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Title: Geografische Herkunftsangaben als Rechtsgut – das Schutzsystem der EU für Agrarerzeugnisse und Lebensmittel
Other Titles: Geographical indications as a legal basis – the European Union’s system of protection of agricultural products and foodstuffs
Denominazione di origine geografica come base giuridica – un sistema europeo di tutela dei prodotti agricoli e alimentari
Authors: Härtel, Ines
Issue Date: 2014
Publisher: Wydawnictwo Naukowe UAM
Citation: Przegląd Prawa Rolnego, 2014 Nr 2 (15), s.175-198
Abstract: A particular point of contention in the current negotiations on the Transatlantic Trade and Investment Partnership (TTIP) carried out by the European Union and the United States is the question whether the European protected geographical indications for food should be enforced in the USA. The concern of the US Food and dairy industry is that products which have been so far produced and sold as ‘Feta’ or ‘Gorgonzola,’ may only be called ‘Feta-like’ or ‘Gorgonzola-like’ in the future. The political dispute over the protection of geographical indications in international trade law has become virulent in the negotiations in the Doha Round of the WTO (since 2001). The question asked is whether the protection of geographical indications is sufficient under the Agreement on Trade-Related Aspects of Intellectual Property Rights (1994). The European Union requires a certain protection reinforcement – a proposal to which the United States, Canada and Australia strongly object. The opposing positions are based on historical trends, divergent economic interests and different legal concepts. The different legal concepts in the world range from competition law to specific labelling law and to trademark law. A specific labelling law exists in the EU with a comprehensive und highly differentiated character compared to other protection concepts. It distinguishes between three categories of marks: designations of origin, geographical indications and traditional specialities guaranteed. In the case of designations of origin, all production stages have to take place in the same region (for example: ‘Oscypek’ smoked sheep milk cheese from Poland), ‘Allgäuer Bergkäse’ from Germany und ‘Feta’ from Greece). In the case of protected geographical indications only one production stage has to take place in a certain region (for example: ‘Rogal świętomarciński,’ pastry from Poznań and ‘Spreewälder Gurken’ from Brandenburg). In the case of traditional specialities, a guaranteed reference a certain region is not necessary, but a traditional recipe which has existed for 30 years is required. Geographical indications and traditional specialities which have been registered by the European Commission obtain EU-wide protection and are a legal interest to which not only all applicants but also all beneficiaries jointly are entitled (according to the specification of the product). Since the establishment of the European protection system, a number of judgments of the European Court of Justice have been delivered and served to resolve disputes and to clarify legal questions. Further, they also referred to the cultural differences in the production and consumption of foodstuffs. It remains to be seen how the conflict between the USA and the EU will be solved in the field of geographical indications. In this context a direct agreement on the mutual acceptance of this food regulatory regime could be obtained as full harmonization, as graded harmonization or as a flexible system of equivalence.
Durante gli attuali negoziati svolti tra l’Unione Europea e gli Stati Uniti circa il Partenariato Transatlantico per il Commercio e gli Investimenti la tutela della denominazione di origine del prodotto alimentare costituisce un particolare punto di disaccordo: si tratta di stabilire se la tutela in oggetto, in vigore in Europa, dovrebbe essere introdotta anche negli USA. L’industria alimentare statunitense teme che i prodotti fabbricati e venduti finora sotto il nome di “Feta” o “Gorgonzola” possano essere chiamati solo prodotti “tipo Feta” o “tipo Gorgonzola”. La disputa politica intorno alla protezione delle indicazioni geografiche nel commercio internazionale ha preso la forma più virulenta durante i negoziati svolti (dal 2011) a Doha nell’ambito dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO). Il dibattito riguarda la questione se le decisioni dell’Accordo sugli aspetti commerciali dei diritti di proprietà intellettuale (1994) risulteranno sufficienti nel caso di controversia circa la tutela della denominazione di origine geografica. L’Unione europea chiede che tale tutela venga introdotta, ma gli Stati Uniti, il Canada e l’Australia sono fortemente contrari a tale soluzione. Queste posizioni contrastanti derivano da fattori storici, interessi economici divergenti e diverse concezioni giuridiche, partendo da un approccio diverso nei confronti del diritto della concorrenza, per arrivare ad una particolare (specifica) legge sull’etichettatura e la legge che riguarda il marchio. Nell’Unione Europea vige una legge specifica sull’etichettatura complessa e molto diversificata rispetto ad altre concezioni di tutela. Si distinguono tre categorie di indicazioni: denominazione di origine, indicazione geografica e specialità tradizionale garantita. Nel caso della denominazione di origine tutte le fasi di produzione devono svolgersi nella stessa zona (per esempio “Oscypek”, formaggio affumicato di pecora proveniente dalla Polonia), “Allgäuer Bergkäse” dalla Germania, oppure “Feta” dalla Grecia). Nel caso delle indicazioni geografiche protette, solo una delle fasi di produzione deve svolgersi in una data zona (per esempio “Rogal świętomarciński” – un cornetto tipico di Poznań oppure “Spreewälder Gurken” – cetrioli della Provincia del Brandeburgo). Nel caso delle specialità tradizionali non è necessaria una particolare zona di riferimento, ma una ricetta tradizionale che può vantarsi di almeno 30 anni di storia. Le indicazioni geografiche e le specialità tradizionali registrate dalla Commissione Europea (iscritte nel registro) vengono protette in tutta l’Unione Europea. Fin dall’inizio dell’introduzione del sistema di tutela europeo, la Corte di giustizia dell’UE ha emesso una serie di pronunce volte a risolvere le controversie e fornire chiarimenti giuridici, che allo stesso tempo si riferivano alle differenze culturali concernenti la produzione e il consumo dei prodotti alimentari. Aspettiamo di vedere come si risolverà la controversia tra l’Unione Europea e gli USA in materia di indicazioni geografiche. Al riguardo un accordo diretto sull’adozione di un sistema (regime) volto a disciplinare le questioni alimentari può assumere la forma di una piena armonizzazione, di una armonizzazione graduale oppure di un sistema flessibile di equivalenza.
URI: http://hdl.handle.net/10593/13903
DOI: 10.14746/ppr.2014.15.2.10
ISBN: 978-83-232-2860-8
ISSN: 1897-7626
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