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Title: Swobodny przepływ żywności w postaci suplementów diety w świetle orzecznictwa Trybunału Sprawiedliwości Unii Europejskiej
Other Titles: FREE FOOD FLOW IN THE FORM OF DIETARY SUPPLEMENTS IN VIEW OF THE JUDICIAL DECISIONS OF THE EU COURT OF JUSTICE
LA LIBERA CIRCOLAZIONE DEGLI ALIMENTI SOTTO FORMA DI INTEGRATORI ALIMENTARI ALLA LUCE DELLE SENTENZE DELLA CORTE DI GIUSTIZIA DELL'UE
Authors: ZBORALSKA, MONIKA
Issue Date: 2011
Publisher: Wydawnictwo Naukowe UAM
Citation: Przegląd Prawa Rolnego, 2011 Nr 2(9), s. 83-108
Abstract: The subject of these considerations concerned the issue of free food flow in the form of dietary supplements in view of judicial decisions of the European Union Court of Justice. The problem is generally comprised in the qualification of a given product as a dietary supplement or a medicine, while its source – in the opinion of the author – stems from the possibility to provide a different qualification of the same product by two EU member countries. In conclusion the author states, among other things, that the possibility to provide by each member state its own qualification of the same product, based on a different risk analysis, obviously infringe on the principle of reciprocal recognition and free product flow. The EU Court of Justice allows member states to exercise considerable freedom in the determination of the level of health protection, which they want to apply in relation to their citizens, but adjudications in this respect may not be arbitrary or unproportional. A product should be analysed in accordance with the qualification criteria specified by the Court and treated individually on the case-by-case basis. As a solution to this problem the author suggests the creation of a separate category of products not being food and a complete harmonisation of regulations concerning dietary supplements.
L’argomento delle considerazioni è la questione della libera circolazione degli alimenti sotto forma di integratori alimentari alla luce delle sentenze della Corte di giustizia dell’Unione europea. Il problema si riduce essenzialmente alla qualificazione del prodotto stesso in qualità di integratore alimentare oppure di farmaco, la fonte del quesito – secondo l’Autrice – è la possibilità di presentare le differenti qualificazioni dello stesso prodotto da parte di due Stati membri. In conclusione, l’Autrice afferma, tra l’altro, che la possibilità di presentare le differenti qualificazioni dello stesso prodotto da parte di ogni Stato membro sulla base dell’analisi del rischio diverse contravviene chiaramente al principio del reciproco riconoscimento e della libera circolazione delle merci. La Corte di giustizia dell’UE concede agli Stati membri una ampia libertà nel determinare il livello di tutela della salute da applicare nei confronti dei propri cittadini, ma le soluzioni in questo ambito non possono essere arbitrarie e smisurate. Il prodotto dovrebbe essere testato in conformità ai criteri di ammissibilità specifici determinati dalla Corte e trattati individualmente case-by-case. Come soluzione al problema l’Autrice suggerisce di creare una separata, non alimentare, categoria di prodotti e la piena armonizzazione della legislazione in materia di integratori alimentari.
URI: http://hdl.handle.net/10593/2315
ISBN: 978-83-232-2378-8
ISSN: 1897-7626
Appears in Collections:Przegląd Prawa Rolnego, 2011 Nr 2 (9)

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